Altri articoli
dello stesso autore
di 0


Scrivono per il caffè
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Contagio economico che darà inizio al futuro
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Un coacervo di stati nemici di sé stessi
Lidia Ravera
Lidia Ravera
Noi donne potremmo giocarci i nostri mariti
Ritanna Armeni
Ritanna Armeni
Guidati da un premier "a tempo perso"
Giuseppe Turani
Giuseppe Turani
Gli indisciplinati distrutti senza l'euro
Sandro Cattacin
Sandro Cattacin
Siamo tutti audaci o paurosi per caso
Marino Niola
Marino Niola
Berlusconi
Roberto Vacca
Roberto Vacca
La lingua spezzata
Fausto Biloslavo
Fausto Biloslavo
Multinazionali svizzere sotto attacco
Luciano Gallino
Luciano Gallino
Il lavoro ridotto a “social killer”
Roberto Piccinelli
Roberto Piccinelli
Discoteche out si riscoprono i Social Beauty
Massimo Picozzi
Massimo Picozzi
La sua rabbia senza parole
Luca Mercalli
Luca Mercalli
L'inverno passerà, il caldo invece resta
Fulco Pratesi
Fulco Pratesi
Il rispetto per l'ambiente nasce dalla conoscenza
Khaled Fouad Allam
Khaled Fouad Allam
Il radicalismo strozza la Primavera araba
Davide Paolini
Davide Paolini
Sono cibi "apolidi" ma l'origine è chiara
Antonio Sciortino
Antonio Sciortino
Educare i ragazzi alla mondialità
Ultim'ora
dall'
Amministrazione
dalla
Polizia
23.02.2012
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, IV trim. 2011 e gennaio 2012. Si marcia quasi sul posto.
22.02.2012
Nuovi corsi proposti dall'Ufficio dell'ispettorato del lavoro.
21.02.2012
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, IV trim. 2011 e gennaio 2012. Un settore in difficoltà.
21.02.2012
La Divisione delle contribuzioni comunica che è scaricabile il programma per la compilazione della dichiarazione d'imposta delle persone fisiche e la modulistica per l'anno fiscale 2011.
16.02.2012
Rielaborazione dei Programmi d'agglomerato del Luganese - PAL2 e del Mendrisiotto - PAM2 [www.ti.ch/pa]
16.02.2012
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino, gennaio 2012. Molto mite
15.02.2012
Celebrazione di matrimoni: competenze dei Sindaci in occasione dei rinnovi dei poteri comunali 2012
08.02.2012
Registro fondiario: aggiornate le domande frequenti (trapassi, frazionamenti, riunione di fondi,...)
08.02.2012
Notiziario statistico Ustat: Disoccupati, Ticino, gennaio 2012. La situazione del mercato del lavoro nel Canton Ticino.
07.02.2012
Consultazione scheda V7 - Discariche [www.ti.ch/gestione-rifiuti]
Ultim'ora


I Sondaggi
I Sondaggi
Nomi e percentuali
dei fatti e della politica
Sesso e Amore
Sesso e Amore
Ho spasmi dolorosi
e non può penetrarmi
Qua la zampa
Qua la zampa
Come evitare microbi
e virus nell'acquario
Ripresi ieri e oggi
Ripresi ieri e oggi
Elaborazione grafica
Renè Bossi
L'iniziativa/1 - Volti nuovi
L'iniziativa/1 - Volti nuovi
"Volti nuovi" tra paure
e integrazione - GALLERIA
L'iniziativa/2 - Il mio desktop
L'iniziativa/2 - Il mio desktop
Inviateci i vostri sfondi
di scrivania
Trova il tuo ristorante
Trova il tuo ristorante
Per organizzare a tavola
il vostro tempo libero
Giuseppe Turani
Chi è
Giuseppe Turani è editorialista economico di Repubblica, scrittore e direttore di Uomini & Business
Giuseppe Turani
Gli indisciplinati
distrutti senza l'euro
Sembrava che l'Europa dovesse morire questo week end (insieme alla sua creatura più ambiziosa, e cioè l'euro), ma non sarà così. Di fatto, è stato steso un nuovo accordo e a rimanere fuori è la sola Inghilterra, che per la verità è sempre stata un socio un po' eccentrico. In realtà, l'Europa non muore non per particolari meriti, ma per la semplice ragione che nessuno dei suoi partecipanti saprebbe che cosa fare di se stesso senza la costruzione europea.
È possibile che a questo punto alcuni Paesi abbiano considerato un errore l'aver aderito all'Europa, ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro.
In privato, un po' tutti hanno provato a fare i conti su cosa sarebbe successo mandando all'aria l'euro; e tutti hanno scoperto che sarebbe stata una catastrofe. I ricchi e disciplinati come la Germania perché si sarebbero ritrovati con un marco a livelli altissimi (con contraccolpi quindi sulle esportazioni), i meno ricchi e più indisciplinati (come l'Italia) perché si sarebbero trovati con monete svalutate anche del 50 per cento e risparmi e stipendi falcidiati.
Alla fine hanno deciso di rimanere insieme, anche se un po' in re-gime di separati in casa. E, almeno sulla carta, hanno deciso di darsi regole più severe. Disavanzo annuale di bilancio al massimo dello 0,5 per cento e punizioni immediate per chi sbaglia. Non è quello che voleva la Germania, ma è già qualcosa. Adesso bisognerà vedere se si arriverà davvero a dare corpo a queste misure e, soprattutto, bisognerà vedere se convinceranno i mercati e se riusciranno a fare un'Europa più credibile e più efficiente.
L'Europa, infatti, si avvia a affrontare una stagione non facile. Turbamenti finanziari a parte, di fronte a sé ha un periodo di due-tre anni di crescita molto modesta (e con una possibile recessione nel 2012). E questa navigazione fra gli scogli non sarà certo agevolata dalla necessità, per molti Paesi, di riequilibrare i propri conti.
Insomma, sul Vecchio Continente per qualche anno ci saranno so-pratutto pochi affari e parecchia disoccupazione. E la colpa verrà data all'euro. Anche se, per la verità, la responsabilità è della poca qualità delle sue classi politiche. Classi che hanno dovuto aspetta-re i calci dei mercati prima di capire che stavano spendendo trop-po e troppo allegramente.
11-12-2011 01:00