La passione
Due destini uniti
contro ogni difficoltà
EZIO ROCCHI BALBI
Amore, passione, dedizione totale. Vivere in simbiosi. In un'epoca in cui ci si sposa e ci si separa con una velocità e superficialità impressionante, sorprende imbattersi in una storia a due capace di resistere a mille avversità. Quasi che le difficoltà stesse finiscano per cementare una passione senza soluzione di continuità. Non si può non riconoscere un'autentica passione, ad esempio, nella scelta di Rosangela, che non si è mai trovata in altro posto che non fosse al fianco del marito, Michele Droz. L'ex funzionario dell'amministrazione cantonale che da anni ha ingaggiato un braccio di ferro con le massime autorità, denunciando abusi dei superiori, mobbing, in una ridda di peripezie giudiziarie che l'hanno portato persino a barricarsi in casa, a proclamare lo sciopero della fame. E Rosangela lì, accanto a lui, come ha scelto di fare 42 anni fa, "Nell'agosto del 1970 quando ci siamo sposati in vetta all'Adula" ricorda la 65enne senza nascondere la sua sincera convinzione: "Sì, ultimamente abbiamo passato dei momenti brutti, subito dei soprusi, ma anche se guardo al'indietro abbiamo avuto tante cose belle insieme". Sì, perchè non è facile restare insieme "nella buona e nella cattiva sorte", come dettava il vincolo morale-religioso che ora si considera d'altri tempi.
"Esistono rapporti di passione, di amore in simbiosi, e possono essere anche più forti della paranoia, quasi assumessero dimensioni più spirituali che razionali - spiega Geo Martignoni, pricoterapeuta familiare, indipendentemente dall'esempio citato -. Capitano dedizioni reciproche tra partner di lunga data che assumono quasi i contorni della relazione terapeutica; una condivisione d'intenti, che può essere più forte dell'ansia distruttiva. Una sorta di vocazione al 'martirio' che veramente rispetta l'indissolubilità del legame nella buona e nella cattiva sorte. L'importante è che dalla passione effusionale non si passi alla possessività; allora sì che si affronta una valle di lacrime".
Non è certo il caso di Rosangela e Michele Droz, ora in pensione a Sobrio, comunque inseparabili. Esattamente come capitava loro, seduti fianco a fianco, tra i rari spettatori sulle tribune del parlamento quando, all'ordine del giorno dei lavori in Gran consiglio, finiva il rapporto di una delle tante commissioni parlamentari incaricate di affrontare l'ennesimo ricorso Droz. "E non molliamo, perchè quello che mi hanno tolto, la dignità, vale più del milione di risarcimento che ho chiesto", ricorda il 65enne Michele elencando i 19 classificatori che ha collezionato, pieni delle missive alle autorità. E Rosangela sempre lì, accanto a lui che, sorridendo ammette: "Lo so che tutti la chiamano 'la santa'".
No, non è santità, è passione d'amore totale. Ed è curioso che, nonostante la longevità di un rapporto così intenso, anche una vita in simbiosi affettiva non metta al riparo da ripensamenti, cambi di rotta tanto drastici quanto inattesi. "È vero, anche se capita raramente, può succedere che ci si separi anche dopo 50 anni di matrimonio; e un caso di questi è capitato anche nel mio studio - spiega Stefano Cereghetti, psicologo sistemico esperto in terapia familiare -. Affascina comunque, in un tempo in cui le relazioni a due sono spesso basate su presupposti economici, assistere a rapporti quasi 'cicatrizzati' insieme. A volte si può parlare di sudditanza psicologica, di fragilità depressiva di stampo psicotico, quando si proietta nel partner la propria stabilità. Ma bisogna anche riconoscere la simbiosi intellettiva, culturale, anche politica, d'interessi comuni che porta a superare le difficoltà, anzi a sublimarle sostituendole con l'unico grande interesse, l'amore della vita. Sì, la dedizione totale può esistere".
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12-02-2012 01:00