Cultura
Lo stress fa saltare
i nervi al docente
FRANCO ZANTONELLI
Gli allievi manifestano a sostegno del docente manesco. È successo nel Cantone di Neuchâtel. Pochi giorni fa, sfidando una temperatura glaciale, un'ottantina di studenti, sono sfilati per le vie della capitale, consegnando una petizione al Consiglio di Stato, in difesa di un loro insegnante, al centro di una brutta storia di violenza scolastica. Avvenuta nella scuola media di Landeron, comune neocastellano di poco più di 4 mila abitanti. Un martedì mattina di gennaio, stando alla denuncia presentata da alcuni genitori, durante una lezione il docente sotto accusa, che tra l'altro è un maestro di arti marziali, avrebbe malmenato tre allievi. "Dei bugiardi da cacciare", li definiscono i partecipanti alla manifestazione di Neuchâtel. "Due miei compagni- racconta una delle presunte vittime della violenza - erano andati in direzione, a lamentarsi della severità di quel professore. Lui l'ha saputo, si è innervosito, ha afferrato uno dei due per il collo, l'ha sbattutto contro la parete e gli ha dato un pugno sul naso". "Un altro si è preso due schiaffi, mentre contro di me ha scagliato un quaderno, colpendomi in volto", afferma sempre lo stesso studente. "Non ho colpito nessuno- si difende il docente, oggi in malattia -quei tre mi avevano talmente esasperato che ne ho afferrato uno per il collo, un altro, bloccandolo, l'ho toccato sotto il mento. Tutto qui". "Quella mattina non dovevo andare a scuola, mi sentivo stanco, erano diversi mesi che il mio lavoro mi risultava sempre più insopportabile", ha ammesso. "Fai attenzione, sei stressato, mi hanno ripetutamente messo in guardia i colleghi", dice ancora. Una problematica ben nota all'esperto Jürg Freudiger, consulente della scuola pubblica zurighese. "Guardi- ci spiega -ci sono sempre più insegnanti stressati perché dal docente, oggi, si pretende di tutto, in particolare che supplisca alle carenze della famiglia". "Cosi- rileva -si creano le premesse per un burn out, per un esaurimento nervoso di cui, troppo spesso, si sottovalutano i sintomi". Tornando a quel che è successo nella scuola media di Landeron, la direzione ammette che i tre allievi, al centro della vicenda, sono particolarmente problematici. "Avremmo potuto spostarli in un'altra classe, oppure in un'altra sezione, ma senza risolvere il problema", constata impotente. "A Zurigo si fa in questo modo - tiene a sottolineare, dal canto suo, l'esperto Jürg Freudiger -. Per un massimo di tre mesi gli studenti difficili vengono tolti, temporaneamente, dalla scuola e mandati a lavorare, per esempio, come falegnami o muratori. Contemporaneamente sono seguiti da uno psicologo". Insomma, un salutare bagno nelle difficoltà della vita di tutti i giorni. "L'intenzione è quella e, di solito, l'obbiettivo viene raggiunto", sostiene Freudiger. Invece, per evitare ai docenti di finire nel tunnel dell'esaurimento, quali consigli dà l'esperto? "Devono imparare a prendersi delle pause - suggerisce -, a salvaguardare il loro stato psicofisico, facendo dello sport e del training autogeno". Intanto, però, la scuola, la società e le famiglie li sollecitano sempre di più. "Dal '99 ad oggi il nostro impegno è aumentato del 7 per cento", denuncia l'Associazione svizzera degli insegnanti.
19-02-2012 01:00