La spesa degli svizzeri
4'900 franchi al mese
non bastano più
VANNI CARATTO
Non bastano mai, i soldi. E sì, le spese crescono, i costi salgono, e la famiglia media arranca sempre più verso il traguardo di fine mese. Fa fatica, un'enorme fatica, sia in Ticino dove si parte da un salario medio lordo di 5'900 franchi, sia a livello nazionale dove invece si arriva a 7'055. E sarà ancora più difficile andare avanti in un quadro come quello attuale, appesantito a livello regionale da un tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5,3 per cento, con 7.887 persone in cerca di un lavoro. Ma facendo quattro conti, tenendo presente l'evoluzione dei prezzi e dei rincari annunciati (per esempio quelli nei trasporti), rischiano di rivelarsi poco efficaci anche iniziative come quella socialista che punta a un salario minimo garantito di 4'000 franchi. Questo perché, alla fine, partendo da redditi ben più alti, come ha dimostrato l'Ufficio federale di statistica in un suo recente studio, sottratti i costi fissi, in media a ogni economia domestica rimangono 1.165 franchi. Che alcuni, non tutti, riescono a mettere sotto la voce risparmi. Ma che fine fanno i soldi che entrano mensilmente? Come si spendono, in quanti e in quali rivoli scorrono via.
Lo studio dell'Ust calcola le dinamiche economiche interne a una famiglia tipo con 2,2 componenti in media. I dati si riferiscono al 2009, ma offrono comunque uno spaccato interessante sul "portafoglio" degli svizzeri e anche sulle loro abitudini di consumo. Si parte dalla risorsa principale, che resta chiaramente il lavoro. L'entrata mensile fissa è di circa 7'055 franchi, che rappresenta i due terzi di tutto il reddito disponibile, ovvero salario e rendite diverse (prestazioni sociali, capitali propri, indennizzi vari) che alla fine portano a una cifra media disponibile di 9.369. In Ticino, va ricordato per dare un punto di riferimento, solo per quanto riguarda lo stipendio siamo invece più in basso, appunto 5'900 franchi.
Lo studio ragiona sulle entrate certe, cioè il salario nazionale di 7'055, e spiega che le uscite sono molto diversificate. Prima di tutto ci sono le "spese obbligatorie", che ammontano in media a 2'720 franchi mensili e impegnano quasi il 30% del reddito. In questa voce ci sono le imposte: 1'125 franchi (il 12%). Ci sono poi le assicurazioni sociali, che pesano per un 10% (contributi Avs e casse pensioni); i premi per le polizze malattie obbligatorie (il 5%) e le spese di trasferimento monetario ad altre economie domestiche.
Fatte le sottrazioni dai 7.055 franchi di partenza restano circa 4'335 franchi disponibili al mese. A questa somma vanno tolte ulteriori spese: 1'495 franchi, il 16%, se ne va per abitazione ed energia; un altro 7,7% per i trasporti, mentre una cifra non tanto distante (6,7%) viene impiegata per il tempo libero, lo svago e la cultura. Un altro 7% va via per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, mentre appena il 5,8% viene utilizzato per mangiare e dormire fuori. Se si sommano tutte queste voci si arriva a 1'185 franchi di ulteriori uscite, circa il 13% del totale del budget. A questo punto ad ogni famiglia rimangono in media mensilmente in tasca 1'165 franchi, il 12,4% del reddito lordo iniziale. Questo per chi ha un reddito medio nazionale. A chi guadagna meno di 4'900 franchi, come nel caso di diverse famiglie ticinesi, resta poco, spesso ci si trova anzi ad aver speso più di quanto si aveva a disposizione. Visto che ci si riferisce a dati del 2009, c'è da aggiungere che i numeri migliorano leggermente rispetto all'anno prima: cresce il reddito medio, che nel 2008 non superava i 7mila franchi e crescono di quasi 150 franchi le rendite e le prestazioni sociali. Non nella stessa proporzione crescono invece le spese, tanto che il risparmio medio finale migliora di oltre 100 franchi.
v.car.
12-02-2012 01:00