Eticamente
La società del lusso
si scopre a rischio
MARKUS KRIENKE
La sciagura della Concordia nel centenario del naufragio della nave Titanic ha prodotto una reazione pubblica di incomprensione e sbalordimento simile a cent'anni fa. Come un marinaio del piroscafo inglese esclamava, faccia a faccia con le acque che stavano irrompendo: "ma la Titanic non può affondare", anche noi ci siamo chiesti come è possibile che nel 2012 una nave da crociera, dotata di tutti gli strumenti tecnici, possa naufragare davanti alla costa italiana. Sicuramente la Concordia non sarà famosa come la Titanic, oggetto di pressoché 3000 libri e di più di 30 film, ma nelle reazioni immediate è già, soprattutto nella figura del suo comandante, il simbolo per il modo in cui oggi, nelle nostre società, viene gestita la responsabilità da parte di alcuni per migliaia o milioni di persone: politici che agiscono con leggerezza, spensieratezza e irresponsabilità, pronti a lasciare la "barca" per primi. Dall'altro canto, però, vediamo una civiltà che finora viveva in maniera ugualmente spensierata e che non si aspettava minimamente che la nostra "barca" - le società in Europa - possa veramente sprofondare. E cominciamo a svegliarci dall'illusione che i nostri sistemi politici ed economici, ormai altamente tecnicizzati e burocratizzati, possano funzionare con un'affidabilità uguale a macchine industriali: chi si sarebbe aspettato qualche anno fa che oggi avremmo parlato del fallimento di alcuni Stati europei, dell'Unione europea in quanto tale, o del sistema bancario? Ci eravamo abituati ad essere sdraiati sul ponte a prenderci il sole. Sicurezza sociale, una vita senza paure, cercando di lasciare i problemi alle nostre spalle: non è questa la prospettiva che ci siamo sempre aspettati dallo sviluppo tecnico e sociale del nostro tempo? E non è che identifichiamo adesso in alcuni capitani - i leader degli Stati a rischio - la responsabilità per aver portato sull'orlo del naufragio il nostro sistema?
Noi che siamo purtroppo abituati a vedere naufragi, cadute di aerei, incidenti tragici tutti i giorni in tv, siamo inorriditi da quanto è successo con la Concordia. Altre navi possono naufragare, ma la Titanic, simbolo della tecnica, e la Concordia, simbolo della società del lusso, non devono, perché realizzano i nostri sogni. Friedrich Georg Jünger in 'La perfezione della tecnica' del 1946, riferendosi alla Titanic, descriveva il brutto risveglio: la vita serena a bordo, l'illusione di non poter naufragare grazie ai miracoli della tecnica e dello sviluppo, si trasforma in un attimo in panico e distruzione.
12-02-2012 01:00