Negli anni Novanta si era sperimentata l'indennità di crisi
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Più aiuti dal Cantone
per la disoccupazione
VANNI CARATTO


Torniamo agli anni Novanta, quando c'era l'"indennità di crisi". È questa in sostanza la proposta avanzata dal sindacato Ocst per far fronte ai problemi che sorgeranno dal primo aprile, quando circa un migliaio di persone nel cantone rimarranno senza copertura assicurativa per la disoccupazione.
"Si dovrebbe introdurre un' indennità a carattere cantonale che copra almeno in parte le indennità federali perse a causa del cambio della legge", spiega Meinrado Robbiani, segretario cantonale Ocst. "Negli anni '90 era stata sperimentata la cosiddetta  'indennità di crisi' del cantone, proprio per far fronte ai casi più a rischio: una misura che aveva funzionato. Fu abolita quando aumentarono le indennità federali. Ora sarebbe il momento di tornare indietro".
In questi giorni gli sportelli e i telefoni delle organizzazioni sindacali sono presi d'assalto da chi non ha ancora ben chiaro che cosa succederà ad aprile e vuole capire come muoversi: "Le casse di disoccupazione hanno già fatto una comunicazione scritta a tutti gli interessati per spiegare cosa cambierà dal primo aprile, ma proprio in questi giorni sta partendo una seconda comunicazione", continua Robbiani. "In ogni caso noi siamo sempre disponibili per ulteriori chiarimenti. Abbiamo però chiesto al Cantone di garantire una consulenza rafforzata, soprattutto verso le categorie più a rischio, come i giovani".
In realtà qualcosa è stato fatto dal Gran consiglio, proprio nei giorni scorsi: sono state approvate le modifiche della legge sul rilancio dell'occupazione permettendo ai giovani che hanno concluso la formazione a tempo pieno di seguire corsi anche durante il periodo di attesa di tre mesi. Prima non era possibile.
Per il sindacato rimane però una misura insufficiente: "Servono interventi più incisivi che scongiurino la possibilità per il cantone di avere ulteriori aggravi di spesa in futuro, con uno scivolamento progressivo di molti disoccupati verso le misure di assistenza", sottolinea Robbiani.
Non ci sono però solo i giovani ad essere interessati direttamente dalla revisione della legge sulla disoccupazione  
L'altra categoria penalizzata è quella di quanti hanno un'occupazione discontinua: lavorano per un periodo, poi tornano disoccupati. Ora che l'indennità di disoccupazione copre per un periodo più breve, per loro la strada diventa più impervia.  
"Abbiamo il caso dei 50enni che sono più  a rischio, perché, soprattutto in questo periodo, non si collocano facilmente", aggiunge il segretario dell'Ocst.
I sindacati a questo punto fanno un appello anche alla sensibilità delle imprese: "In questa situazione bisogna dare una priorità alle persone disoccupate locali, senza per questo discriminare i frontalieri, ma  proprio per evitare che possano nascere tensioni nei prossimi mesi", conclude Robbiani.v.car.
20-03-2011 01:00
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