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Arrivano i nostri
...ma dalla Cina
LORETTA NAPOLEONI


Nei film di cow-boy americani quanto tutto sembra essere perduto arrivano i nostri. È quello che gran parte dell'Europa si aspetta oggi dai cinesi. Con riserve monetarie oltre i tremila miliardi di dollari, la Cina è l'unico Paese in grado di risolvere i problemi finanziari dell'Europa Unita. Nè il Fondo Monetario nè quello Salva Stati nè la Banca centrale europea hanno infatti abbastanza denaro per chiudere il cratere deficitario che si è aperto nelle finanza di Eurolandia. Ma questa non è una pellicola hollywoodiana, è una storia vera, anzi ormai assomiglia sempre di più ad una tragedia post-industriale.
Gli ottimisti sostengono che la Cina non ha scelta, se non aiuta l'Europa questa andrà in recessione e smetterà di acquistare il made in China. Il Pil cinese si potrebbe contrarre fino al 3%, un livello troppo basso per mantenere il processo di modernizzazione. Questo stesso ragionamento venne fatto nel 2008, all'indomani del crollo della Lehman Borthers ma, contro tutte le aspettative, la Cina compensò la flessione della domanda esterna con l'aumento di quella interna.
Gli ottimisti però non demordono e considerano quale segno inconfutabile che la Cina sia pronta ad acquistare grosse quantità del debito pubblico europeo, la decisione di Pechino di ridurre i buoni del tesoro americani che ha in portafoglio - da novembre a gennaio gli acquisti sono scesi del 2,8%. Infine, a rafforzare l'ottimismo questa settimana è stata l'assicurazione fatta dal premier Wen ad una delegazione dell'Eu che la Cina vuole veramente aiutare l'Europa.
Ma non sarà facile trasformare queste parole in denaro. A differenza di altre aree nel mondo, come l'America Latina, l'Europa offre ai cinesi scarse opportunità di fare affari. Molto più interessante dell'Europa per la Cina è il sud del mondo. Da almeno un decennio Pechino lavora allo sviluppo del commercio sud-sud utilizzando prestiti quale strumento primario per potenziare nuovi flussi commerciali. Dal 2005, ad esempio, le banche cinesi hanno prestato in America Latina 75 miliardi di dollari e nel 2010 la loro presenza è stata superiore a quella della Banca Mondiale. La Cina ha anche sorpassato gli Stati Uniti quale partner commerciale principale del Brasile e del Cile.
Pechino è stato particolarmente generoso con Argentina ed Equador, Paesi che andati in default sono stati abbandonati dagli occidentali. Nel 2010, ad esempio, la China Development Bank ha aperto una linea di credito di 10 miliardi per l'Argentina. Per i greci quindi forse una speranza c'è, ma prima devono dire di no a Bruxelles.
19-02-2012 01:00
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