Assemblee in contemporanea della destra svizzera
Udc e Pbd sarà guerra
ma Maurer rimane
Sui quesiti dell'11 marzo, dalle seconde case sino alle lotterie per iniziative di pubblica utilità, sono d'accordo. E anche sui valori di fondo non sono poi così distanti. Ma sul resto, i due volti della destra, Udc e Pbd, riuniti ieri, sabato, in assemblea, mostrano profonde differenze. E poi c'è quella vecchia ferita, diventata un solco profondo: il secondo seggio in governo, perso nuovamente dall'Udc a dicembre. Brucia, la ferita. Ha bisogno di tempo per essere rimarginata. E allora meglio accontentarsi, lasciar lavorare Ueli Maurer, unico consigliere federale rimasto. Anche per questo, dopo un accorato appello del presidente del gruppo parlamentare Adrian Amstutz, l'Udc ha dunque deciso: resterà nel governo.
L'assemblea dei delegati riunita a Berg (Turgovia) ha così respinto la proposta di passare all'opposizione con 442 voti contro 25 e 7 astensioni.
Ma la resa dei conti è solo rimandata, come hanno fatto capire nei loro interventi i leader del partito che non hanno risparmiato critiche al presidente della Confederazione, Eveline Widmer-Schlumpf. Esaltata e difesa invece nelle stesse ore (le assemblee si sono svolte in contemporanea) a Ebnat-Kappel, Canton San Gallo, dal presidente del Partito borghese democratico, Hans Grunder, l'altra faccia della destra: "Con la sua rielezione noi siamo diventati davvero un movimento federale, di governo".
I due volti della destra, dunque, si sono sparati frecciate a distanza. L'Udc deve ancora assorbire la rabbia, che a Berg è emersa nella base, soprattutto tra i delegati del Vallese. E anche smaltire le tossine delle divisioni, affiorate con l'elezione della consigliera nazionale Natalie Rickli alla vicepresidenza delle Camere federali, dopo la ripetizione del voto che l'aveva bocciata. Il presidente Toni Brunner ieri ha provato subito a mettersi sulla lunghezza d'onda degli scontenti, attaccando Widmer-Schlumpf. "Non sa lavorare". E poi: "Non siamo un partito monotematico come ci dipingono. Vogliamo difendere la sovranità della Svizzera. Abbiamo denunciato il fiasco dello Stato sociale, i pericoli che arrivano dagli stranieri e la speculazione del presidente della Banca nazionale svizzera". Il passaggio su Philipp Hildebrand, affaire in cui il leader udc Christoph Blocher ha giocato un ruolo da protagonista, è suonato come un botta e risposta a distanza con il Pbd. Contrariamente a Brunner, Hans Grunder da Ebnat-Kappel ha offerto un'altra interpretazione della vicenda, parlando di una "campagna senza precedenti", che alla fine ha danneggiato l'immagine della Svizzera: "Un fatto assolutamente vergognoso". Grunder è andato anche oltre, accusando Blocher d'aver orchestrato l'attacco ai vertici della Bns per "una vendetta personale".
E proprio i toni duri, e le operazioni di Blocher da padre-padrone del partito, negli ultimi tempi hanno convinto molti democentristi a passare al Pbd. E Grunder ha insistito sulla necessità di mantenere il dialogo con gli "uomini ragionevoli dell'Udc". Persone stanche di dover sempre "giustificare certi comportamenti" e con le quali bisogna creare un dialogo continuo.
Per quanto riguarda i quesiti in votazione l'11 marzo, sia Udc che Pbd hanno deciso di dire no all'iniziativa "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie". Sì invece al decreto sui giochi a favore dell'utilità pubblica. No all'iniziativa sindacale "6 settimane di vacanza" di Travail Suisse. Sì, invece, al voto sul risparmio per l'alloggio e no alla legge sul prezzo fisso dei libri.m.sp.
29-01-2012 01:00