Le sezioni giovanili dei partiti rivendicano una svolta
Si può essere leader
senza capelli grigi
EZIO ROCCHI BALBI
I giovani politici ticinesi sembrano non avere alcuna voglia di invecchiare in attesa di un ruolo di responsabilità all'interno dei rispettivi partiti. E sono i primi ad avvertire che, mentre i leader politici - premier inclusi - sulla scena internazionale sono sempre più vicini alla loro generazione, la "foto di gruppo" cantonale riserva tanti, troppi politici incanutiti.
"Ormai si sente l'esigenza di un ricambio generazionale e a livello cantonale sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo - commenta Simone Ghisla, classe 1983, presidente di Generazione giovani del Ppd, ricordando l'elezione al Nazionale del 29enne Marco Romano -. Del resto ci confrontiamo direttamente sui temi principali, e con una linea che non sempre è quella del partito. E sui 30-34 anni direi che si è acquisita anche quella formazione professionale che, per chi fa politica di milizia e non per mestiere, qui è ancora sentita come indispensabile". Il fatto che in Ticino, prima di aspirare a posizioni di leadership, un giovane politico debba aver maturato una lunga gavetta è confermato da Evaristo Roncelli che, con i suoi 23 anni, è il più "imberbe" tra i coordinatori di partito del cantone. "Una 'regola' che non è solo il Ticino a seguire, e nonostante sia evidente quanto i vertici dei partiti siano ormai scollegati dalla realtà sociale che li circonda, soprattutto daquella giovanile" afferma il coordinatore del Giso, i Giovani socialisti del Ticino, che non è per nulla sorpreso di ritrovarsi un sessantenne come Saverio Lurati candidato unico alla presidenza del Ps .
Ma più che l'età dei dirigenti, a preoccupare Roncelli è quella della base: "Il partito ha accumulato ritardi nella gestione dei giovani militanti. C'è sempre questa idea di valutare una leadership ancorandola al mondo del lavoro; insomma si fa fatica a portare avanti un cambiamento generazionale. È considerata molto 'giovane' Pelin Kandemir Bordoli che, per quanto effettivamente giovane, ha dieci e passa anni più di me".
"Se hai 35 anni, si chiedono pure se non sei un po' troppo giovane, c'è ancora la mentalità che il capello bianco, brizzolato è sinonimo di saggezza - sbotta il 28enne Alessandro Speziali, vicepresidente dei Giovani liberali radicali -. Eppure una nuova classe politica, più giovane e preparata, ci sarebbe".
Speziali è sicuro che la percezione dell'elettorato è completamente diversa da quella che si vive al'interno del partito: " Se si considera inesperienza il fatto che non si conoscono bene le varie correnti, le famiglie, i lacci e lacciuoli della vita di partito, io invece dico che questa 'ignoranza' è salutare. Nostre proposte, progetti, iniziative non mancano, ma ad essere coi capelli grigi sono anche i media, che ci riservano solo trafiletti, dedicando invece alle polemiche tra i colonnelli di partito pagine e pagine".
erocchi@caffe.ch
05-02-2012 01:00