Politica
"Favoritismi
e scarsi controlli"
CLEMENTE MAZZETTA
"Cene pasteggiando a champagne, viaggi, vacanze, favoritismi, e soprattutto scarsi controlli". Attilio Bignasca, capogruppo della Lega, non condivide l'atto finale dell'inchiesta amministrativa sulla Sezione logistica, secondo cui il malandazzo di quegli uffici non ha causato danni allo Stato. "Certe cose il ministro Sadis le può raccontare ad altri - dice Bignasca-; se in un cantiere importante si attribuisce un mandato diretto al di sotto dei 10 mila franchi, ci si può pure permettere di non eseguire il lavoro, tanto nessuno se ne accorge, nessuno controlla. Ci sono casi in cui hanno assegnato in più riprese appalti alla stessa ditta al di sopra dei 50 mila franchi, poi corretti a posteriori". A confermare al Caffé l'allegro andazzo della Sezione del dipartimento Finanze, c'è anche una gola profonda della Logistica: "Sì, le cene tra impresari e alcuni funzionari c'erano, così come certi favori delle imprese, lavori e prestazioni in casa di alcuni dipendenti della Sezione".
Mandati a pioggia, appalti fatti a "fettine" per restare al di sotto dei 10 o dei 50 mila franchi, e scarsi controlli, una prassi permessa per anni, che ha portato il governo a decidere la rimozione immediata del responsabile Massimo Martignoni, responsabile della Sezione, e la sospensione per un mese senza stipendio di un altro funzionario. Fermo restando "che non ci sono indizi che inducano a pensare a scorrettezze gravi e sistematiche preferenze", come si legge nel rapporto d'inchiesta. Una conclusione che urta Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi: "Ritengo ci siano responsabilità politiche rilevanti, anche perché si è permesso che questo malandazzo continuasse per troppo tempo. In realtà sono stati alcuni parlamentari ad insistere perché si facesse chiarezza sui mandati pubblici. Il governo è arrivato buon ultimo".
Dei mandati pubblici diretti se n'era discusso nell'ottobre scorso in Gran consiglio esaminando il consuntivo 2010. "Nei pochi casi che abbiamo potuto visionare - precisa Savoia - abbiamo constatato che il problema è molto più diffuso. Nel complesso si sono spesi più soldi del previsto, quindi lo Stato c'ha perso". Per Savoia è emersa solo la punta dell'iceberg: "L'allontanamento del caposezione non è sufficiente per risolvere una situazione che è strutturale". Quella delle cene con gli impresari, secondo la fonte del Caffé, è un vecchio malcostume della Logistica: "Ricordo che un ex alto dirigente aveva più volte richiamato dei collaboratori per questo andazzo".
Bignasca sbotta: "Una media di 50 mandati per giorno lavorativo: siamo di fronte ad una pioggia di appalti, a un una miriade di ditte coinvolte. E di questa pioggia di soldi qualcuno certamente deve pur aver beneficiato". Una ragnatela di interessi, di connivenze, di taciti accordi. Bignasca esclude tangenti ai partiti: "Se ci sono mazzette, queste non sono andati ai partiti, ma a singoli. Inviti a cena, qualche lavoro extra, vacanze". La gola profonda esclude un giro di tangenti in denaro per favorire alcune imprese, più che altro "omaggi", e precisa: "Quanto successo è dovuto anche alla scarsa competenza professionale di alcuni dirigenti della sezione. In questi anni abbiamo avuto sei, sette riorganizzazioni interne senza venire a capo di niente. Il bello è che abbiamo persino ricevuto il certificato Iso9001".
Savoia è deciso a chiedere di nuovo una commissione d'inchiesta: "Non so se ci sono state mazzette, ma è chiaro che se ci si sottrae alla legge sulle commesse pubbliche con la frammentazione dei mandati, si aumenta in modo esponenziale il grado di arbìtrio dei singoli uffici e funzionari e si pongono le condizioni per un maggior rischio di mazzette. E non mi stupirei se nel corso degli anni fosse successo".
cmazzetta@caffe.ch
05-02-2012 01:00