SI sviluppa l'asse Lega Ppd
La nuova alleanza
che guida il Paese
CLEMENTE MAZZETTA
È inevitabile: passerà alla storia come la legislatura della "santa alleanza". Lega e Ppd. Proprio come l'aveva definita Gabriele Gendotti, l'attuale coordinatore del partito liberal-radicale, secondo cui ora i leghisti "hanno un fedele alleato nel Ppd". "È la logica dei numeri, quella della maggioranza uscita dalle elezioni di un anno fa", sottolinea il capogruppo liberale Christian Vitta: "Oltre che nelle parole, nei proclami di Bignasca, è nei fatti che la Lega ha trovato questa maggioranza con il Ppd. Maggioranza in governo, ma non maggioranza in Parlamento: una situazione davvero ingarbugliata visto che in Gran Consiglio Lega e Ppd non hanno i numeri per dettare l'agenda politica. Ma è anche una situazione che può rivelarsi pericolosa per la Lega, considerato che dipenderà da un solo partito". Da un Ppd che è abilissimo ad ottenere, più che a concedere.
"Io non so se si tratta di santa alleanza o meno - nota il deputato plrt Matteo Quadranti -, ma che fra Lega e Ppd ci sia un rapporto privilegiato è qualcosa di più di un sospetto". Senza scomodare Sherlock Holmes, basterebbe ricordare che il giorno dopo le elezioni Giuliano Bignasca ha imboccato la corsia preferenziale verso il Ppd gridando: "Il nostro nemico è il Plrt". "Che siamo noi, che sia Laura Sadis il nemico di Bignasca non è un mistero- aggiunge Quadranti -. Quanto al Ppd mi pare abbia assunto un comportamento opportunistico, nel senso che cerca di stare dove tira il vento per poter cogliere i maggiori vantaggi". In fondo il presidente popolardemocratico Giovanni Jelmini l'aveva predetto il giorno dopo le elezioni: "Il Ticino non sarà più lo stesso". Intendendo dire che non ritornerà più la maggioranza liberale di un tempo. E che ogni soluzione dovrà essere contrattata in perfetta parità fra le forze politiche. In perfetta parità per modo di dire, visto che va verso un rapporto privilegiato con la Lega, come osserva anche la capogruppo del Ps: "Fra la Lega e il Ppd c'è un'intesa, una collaborazione e un'identità di vedute sui programmi molto più forte che con gli altri partiti.", osserva Pelin Kandemir, che cerca di tenere aperto il dialogo: "Non siamo noi chiusi verso di loro. Semmai il contrario. Ricordo che Jelmini in un passato congresso aveva detto che con il Ps non si tratta". E visto che con il Ps non si tratta, visto che con il Plrt a "trazione radicale" si fa fatica a parlare, lo sbocco è inevitabile. "La loro chiusura si configura come un' inevitabile scelta di campo", conclude Pelin Kandemir, evidenziando come gli eletti a Berna del Ppd siano obiettivamente più orientati a destra rispetto al passato. L'asse Ppd-Lega si è costituito "ufficialmente" con la decisione, nel giugno scorso, di bloccare la metà del ristorno delle imposte dei frontalieri, contro la minoranza (Sadis-Bertoli) radicale-socialista. Si è rafforzato con il sostegno leghista ai candidati del Ppd, a Berna in particolare a Filippo Lombardi. E ora sta tentando di proporsi in modo strategico per tutta la legislatura. Più concretamente, secondo Quadranti, la vicinanza fra Lega e Ppd, è funzionale alla spartizione dei posti, negli enti pubblici, parapubblici, per le nomine di pretori e procuratori. Quadranti ricorda una non dimenticata verità: "Il Plrt è il nemico storico del Ppd, con cui gioca la corsa all'elettorato di centro". E questa, conclude Quadranti, è l'occasione per il Ppd per dare la spallata definitiva: "Non va dimenticato che la politica del Ppd si sposa bene con scelte popolari per non dire populistiche della Lega, penso agli sgravi per le famiglie, al sostegno alle scuole private".c.m.
19-02-2012 01:00