Visti da lontano
Nuove maggioranze
alla prova del voto
ANGELO ROSSI
I lettori del Caffé sanno che, nel corso degli ultimi trentanni, con l'avanzare della terziarizzazione e la realizzazione della libera circolazione della manodopera, i posti di lavoro nell'economia ticinese si sono concentrati in poche località. Di conseguenza anche la popolazione e le risorse fiscali hanno conosciuto una tendenza alla concentrazione nello spazio. Bastano pochi dati ad illustrare la portata del fenomeno. Nel 2005, nei 15 centri economici del cantone si trovavano il 43% della popolazione, il 53% delle risorse fiscali e il 63% dei posti di lavoro. La concentrazione del potenziale economico in questi Comuni è dunque evidente. Se però queste percentuali non dovessero bastare per convincervi, aggiungo che questi 15 Comuni raccoglievano, nel 2005, l'85% del gettito delle persone giuridiche del cantone.
Non penso che, da allora, la situazione sia cambiata. È addirittura possibile che la concentrazione della popolazione, delle risorse fiscali e dei posti di lavoro sia addirittura aumentata. L'esito della competizione elettorale in questi centri, veri e propri poli di sviluppo, è quindi particolarmente importante per l'avvenire dell'economia cantonale. Quali sono questi Comuni? Abbiamo dapprima le quattro città: Lugano, Bellinzona, Locarno e Mendrisio. Vi sono poi i Comuni nei quali l'effetto frontiera è importante. Chiasso, ovviamente, ma anche Stabio, Manno, Losone, Bioggio, Balerna, Agno, Ascona e Mezzovico. Due Comuni profittano in modo particolare della loro posizione suburbana. Si tratta di Giubiasco e Paradiso. La lista dei centri di attività economica è chiusa da Biasca, capoluogo delle Tre Valli. Quali sono i partiti al potere in questi Comuni? Quando si sommano i voti emessi e non emessi nelle elezioni del 2008 (unico indicatore facilmente reperibile) ci si accorge che in questi comuni (senza Mendrisio) i tre maggiori "partiti" erano il Plrt con il 33.3% del totale dei voti, il Ppd con il 20.2% e le liste senza intestazione con il 17.8% dei voti. Misurato con questo indicatore, il Plrt era il partito di maggioranza relativa in 12 dei 15 centri economici del cantone. Solo a Manno, Losone, Mezzovico e Mendrisio il partito di maggioranza relativa era un altro. Osserviamo che, assieme, i due partiti del centro detenevano, quasi dappertutto, la maggioranza assoluta dei voti espressi e non espressi. L'eccezione era costituita da Lugano, Bellinzona, Losone, Agno e Mezzovico dove la somma delle quote dei due partiti oscillava tra il 42 e il 49.9%. Nel 2008, quindi, nei Comuni che contano, continuava a dominare il bipartitismo Plr/Ppd, ossia il sistema di potere che, dalla fine del diciannovesimo secolo, ha gestito la cosa pubblica nel Canton Ticino.
Per gli imprenditori si può dire che questa era una situazione ideale. I due partiti, infatti, difendevano posizioni molto simili, e favorevoli all'economia, nei dossier comunali più importanti come il fisco, la pianificazione urbanistica e la politica di investimento nelle infrastrutture. Tenuto conto dei risultati delle elezioni cantonali del 2011, non è detto che questa dominanza del bipartitismo si prolunghi oltre le prossime elezioni comunali. In più d'uno dei Comuni, elencati qui sopra, il centro potrebbe perdere la maggioranza assoluta. Sarà interessante alora osservare come le nuove maggioranze di centro-destra si comporteranno nei confronti dell'economia locale, specialmente se il cambio dovesse coinvolgere omuni a base industriale che vivono dei frontalieri. Non è detto che tutto continui a funzionare, liscio com l'olio.
19-02-2012 01:00